Un viaggio sorridente, lontano dal clima generale che ci avvolge, quasi a voler offrire una sorta di terapia consolatoria: «Un disco liberatorio, nato per far star bene le persone» definisce lui stesso la sua ultima prova, 15 tracce (che diventano addirittura 25 in un package de luxe), firmate da un sedicenne di 44 anni, un album dallo spirito festoso, su ritmi dance, con l’elettronica a farla da padrone, animato da quello spirito avventuroso che da sempre è la migliore qualità di Lorenzo, uomo di musica.
Un verso di qua (magari pescato da un collega come Franco Battiato), due parole di là (Luca Carboni), altre due colte in un libro (di Julio Cortazar), lo spirito dell’Africa profonda del duo malese Amadou & Mariam (che animano una delle tracce migliori, l’etnica La bella vita), la collaborazione di Cesare Cremonini che ne I pesci grossi ripropone il refrain della sua Mondo, lo styling di un artista come Maurizio Cattelan che disegna il booklet e la copertina con un primo piano di Jovanotti che sul naso ha una strana barchetta.
La quantità di materia è sovrabbondante, caratterizzata dalla voglia di raccontarsi, indagarsi, guardarsi fuori: l’intensa L’elemento umano, l’amara Quando sarò vecchio, la più esistenziale di tutte Ora che dà il titolo al cd, la ballad Un’illusione, la techno Spingo il tempo al massimo, la dance La notte dei desideri, Megamix il cui testo ripete la frase «è questa la vita che sognavo da bambino».
E se Ora evoca un clima disimpegnato («l’impegno è nell’intento di far star bene la gente, di guardare lontano, oltre l’orizzonte, di provare il gusto del nuovo: vorrei che fra due anni questo disco sembrasse vecchio, da quanto è nuovo») questo non vuol dire che Lorenzo rinunci a esprimere le sue posizioni, come ha fatto ieri presentando l’album dall’ultimo piano del milanese Pirellone: «Non ho mai votato Berlusconi, non l’ho mai capito e Ruby non ha cambiato nulla» racconta.
Fonte:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=136135