Mi rifiuto di credere che non ci siano vie d’uscita ed è per questo che la Federazione sta investendo sempre più i ‘pochi’ soldi a disposizione per migliorare i controlli”.
Il discorso poi si è spostato su quei medici che spesso vengono accostati ai ciclisti e che secondo molti sono la vera causa del male che affligge questo movimento: “In passato mi sono lamentato, ma che potere ha il mondo sportivo contro certi soggetti.
“Purtroppo il Coni – ha poi aggiunto il procuratore – non ha il potere per fare un’azione efficace, alle squadre basta spostarsi in un’altra nazione, un po’ come accade per le aziende e i paradisi fiscali”.
In conclusione è intervenuto anche il vice presidente federale Giampietro Sommariva il quale ha tenuto a far notare come “il 30% dei costi dell’attività su strada sia destinata ai controlli antidoping, anche se purtroppo il ricercatore è sempre un passo avanti”, a dimostrazione di come il movimento tenga alla pulizia da certe sostanze.
Fonte:
http://www.laprovinciadilecco.it/stories/apcom/122469_doping_rebellin_di_rocco_c_grande_disagio_per_la_situazione/