Carotel’s Weblog











{Settembre 7, 2008}   GIALLO milanese

«Hai due possibilità» disse il maresciallo Varisco all’uomo vestito di giallo che gli stava davanti.Su Milano pioveva da settanta ore senza interruzione. La Punto ammaccata era ferma su una strada in mezzo ai campi tra Assago e Buccinasco, due comuni della cintura cresciuti senza controllo tra il 1970 e il 1980. Mentre nel resto della periferia il boom edilizio aveva prodotto schiere di orrendi palazzoni, in quello spicchio di hinterland quattrini di provenienza oscura avevano dato vita a intere vie fatte di giardini e piscine. Da queste strade costellate di cancelli blindati e telecamere si sbucava direttamente nella campagna, verso due o tre cascine tra i campi che d’estate erano coltivati a mais. E che adesso, nel gelo fradicio del gennaio milanese, erano solo una distesa brulla e color marrone.«La prima possibilità è che mi dici dove hai preso questi otto chili di roba». Indicò con la punta della Beretta 92S il sedile posteriore della Punto, dove si intravedeva un involucro grosso quanto due elenchi del telefono, avvolto nella carta da pacco. «Tu me lo dici e tutto finisce qua, vai per la tua strada e non ci siamo mai visti né sentiti. Ci rimetti la roba ma porti a casa la pelle».«E la seconda possibilità?», chiese l’uomo in giallo. Aveva il colorito olivastro e l’aria strafottente.«La seconda possibilità è che ti pianto un colpo qui, adesso, in quella tua testa vuota. Poi ti metto al posto del guidatore, do fuoco alla tua macchina da morto di fame e me ne vado a piedi da questo posto del cavolo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288742



{Luglio 5, 2008}   Agatone e Trifina

Poiché in greco significa «buono», potete immaginare quanto fosse diffuso il primo nome in antico. E quanto, dunque, sia presente negli annali della santità. In tutte le sue variazioni: Agata, Agatone, Agatonico, Agatonice, Agatoclia, Agatopo, Agatodoro. Agatemero, Agatangelo… Tant’è che, per distinguerlo, il santo di oggi deve essere associato con s. Trifina. Infatti, nei martirologi sono menzionati sempre insieme. Perché? Non si sa. L’unica informazione in nostro possesso è che i due sono venerati in Sicilia come martiri. Ma furono martiri in Sicilia o della Sicilia? Anche questo non lo sappiamo. Forse – ma molto forse – si può identificare, come fa qualche storico, s. Agatone con s. Agatone I, vescovo di Lipari, menzionato nelle biografie dei fratelli martiri ss. Alfio, Filadelfo e Cirino. In questo caso saremmo al tempo della persecuzione scatenata dall’imperatore Decio e continuata col successore Valeriano. Il funzionario Diomede diede la caccia ad Agatone, che scappò a Lentini. Qui, però, comandava Tertullo, che non andava per le spicce con i cristiani. Agatone si rifugiò in una grotta. Ma il segretario di Tertullo, Alessandro, era amico dei cristiani e si fece indicare dove stava Agatone. Lo raggiunse e per due anni si fece istruire da lui. Agatone lo battezzò col nome di Neofito e lo ordinò sacerdote. Morto Tertullo, il suo ex segretario divenne vescovo di Lentini. Quanto ad Agatone, non sappiamo se sia rimasto a Lentini o abbia fatto ritorno a Lipari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273908



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