«Hai due possibilità» disse il maresciallo Varisco all’uomo vestito di giallo che gli stava davanti.Su Milano pioveva da settanta ore senza interruzione. La Punto ammaccata era ferma su una strada in mezzo ai campi tra Assago e Buccinasco, due comuni della cintura cresciuti senza controllo tra il 1970 e il 1980. Mentre nel resto della periferia il boom edilizio aveva prodotto schiere di orrendi palazzoni, in quello spicchio di hinterland quattrini di provenienza oscura avevano dato vita a intere vie fatte di giardini e piscine. Da queste strade costellate di cancelli blindati e telecamere si sbucava direttamente nella campagna, verso due o tre cascine tra i campi che d’estate erano coltivati a mais. E che adesso, nel gelo fradicio del gennaio milanese, erano solo una distesa brulla e color marrone.«La prima possibilità è che mi dici dove hai preso questi otto chili di roba». Indicò con la punta della Beretta 92S il sedile posteriore della Punto, dove si intravedeva un involucro grosso quanto due elenchi del telefono, avvolto nella carta da pacco. «Tu me lo dici e tutto finisce qua, vai per la tua strada e non ci siamo mai visti né sentiti. Ci rimetti la roba ma porti a casa la pelle».«E la seconda possibilità?», chiese l’uomo in giallo. Aveva il colorito olivastro e l’aria strafottente.«La seconda possibilità è che ti pianto un colpo qui, adesso, in quella tua testa vuota. Poi ti metto al posto del guidatore, do fuoco alla tua macchina da morto di fame e me ne vado a piedi da questo posto del cavolo.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288742