Carotel’s Weblog











{agosto 27, 2008}   Meliorbanca in «rosso»

Meliorbanca chiude il primo semestre in rosso, con un risultato netto di 12,7 milioni contro l’utile di 10,2 dello stesso periodo del 2007. Pesano le rettifiche sul portafoglio mutui e sul portafoglio titoli, oltre al calo dei ricavi dall’attività di negoziazione dell’istituto di credito su cui il primo azionista Bper ha lanciato lo scorso giugno un’Opa. Cresce però il margine di interesse, a 27 milioni (contro i 17,6 del primo semestre 2007).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286053



È il cemento il peggior nemico del mare italiano. Che siano villette, alberghi, porti turistici e costruzioni a vario uso continuano a essere edificati sul demanio marittimo. Nel solo 2007 sono scattate 5mila denunce e 1.399 sequestri, su un totale di quasi 4mila infrazioni. È questo il quadro tracciato da Legambiente nel rapporto Mare Monstrum 2008, secondo il quale considerando anche le altre voci tra cui l’inquinamento, la depurazione, la pesca di frodo, e le infrazioni al codice della navigazione, nel corso dell’anno scorso i reati ai danni del mare e delle coste italiane sono stati 14.315, quasi due infrazioni a chilometro lungo i 7.400 di costa italiana. Ma il numero delle infrazioni è comunque diminuito rispetto al 2006 quando il rapporto annuale di Legambiente aveva portato alla luce 19mila reati contro il mare e le coste. Ma è triplicato il numero delle persone responsabili denunciate, quasi 16mila, pari al 276,8 per cento in più rispetto allo scorso anno, e è salito lievemente anche anche il numero dei sequestri, il 2,9% in più del 2006. A guidare la classifica regionale è la Campania, con 2.355 infrazioni accertate dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto, seguita dalla Puglia con 2.184 e dalla Sicilia con 2.039 casi. Legambiente stila poi la ‘Top ten’ degli ecomostri. «I primi che per età, per storia, per impatto ambientale devono scomparire dalle nostre coste: l’hotel di Alimuri a Vico Equense in provincia di Napoli, le Palazzine di Lido Rossello a Realmente, in provincia di Agrigento, Palafitta e Trenino a Falerna, in provincia di Catanzaro, il villaggio abusivo di Torre Mileto, in provincia di Foggia, e lo scheletrone di Palmaria a Porto Venere, in provincia di La Spezia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76566



Italia sprecona nella relazione sul rendiconto generale dello Stato diffusa dalla Corte dei Conti. A differenza di Germania e Francia, ha ‘disperso’ nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all’euro. «L’euro ha consentito al nostro Paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di quattro punti (poco meno di 70 miliardi di euro», ha spiegato il relatore della Corte, Fulvio Balsamo. Ma, mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), «in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti» e molto più della metà dell’intero bonus dell’euro «è stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico».

La spesa pubblica italiana va ridotta nei «grandi comparti», con regole rigide che la mantengano «su tassi di incrementi inferiori al tasso di crescita del Pil» altrimenti c’è il rischio di «dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazione negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione».

Ma la Corte dei conti esprime anche un giudizio positivo sulla «ininterrotta crescita delle entrate finali (soprattutto tributarie)», il cui miglioramento «è sicuramente riconducibile anche al recupero di consistenti basi imponibili tradizionalmente erose, eluse o evase».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76614



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