Carotel’s Weblog











{Novembre 2, 2008}   la lettera di oggi

Voodoo, zampe di gatto, cornetti, fondi di caffè, qualunque cosa pur di togliersi dalle scatole forse uno dei più capaci ma di sicuro il più antipatico, arrogante, raccomandato ed impunito pilota di F1 degli ultimi decenni… Andrea C.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=303035



L’esercito pachistano, che recentemente aveva avvertito che non avrebbe permesso alcuna violazione della sovranità del Pakistan da parte delle forze americane, ha negato di aver aperto il fuoco contro gli elicotteri Usa che hanno tentato di compiere il raid nel Waziristan meridionale, dove si nascondo i talebani e i terroristi di al Qaida. «Le truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti si sono avvicinate alla frontiera in elicottero e hanno tentato di entrare in Pakistan, ma dei colpi sparati dalle truppe pachistane li hanno costretti a ripiegare», ha detto un alto responsabile delle forze di sicurezza locali, che ha parlato in condizione di anonimato. Un altro alto responsabile locale ha confermato queste informazioni e ha anche parlato di veicoli blindati Usa in movimento dall’altra parte della frontiera. Secca però la smentita dei responsabili militari. «Abbiamo verificato, c’è un posto di guardia alla frontiera in quella zona, nessun incidente di questo tipo è avvenuto», ha detto a sua volta il portavoce dell’esercito, il generale Athar Abbas. «Queste informazioni sono false, nessun elicottero è penetrato nel nostro lato della frontiera, nessun soldato ha aperto il fuoco». L’incidente ha visto coinvolti elicotteri americani, che sarebbero entrati in Pakistan per 100-150 metri a Angor Adda. Il New York Times la scorsa settimana aveva scritto che il presidente americano George W. Bush ha dato il via libera a raid in Pakistan contro gli insorti afghani.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79012



Si dice che i cinesi siano sempre stati abili nelle attività commerciali. Non è una leggenda. Volete una prova che l’occhio a mandorla è sempre più lungimirante? Prendiamo il gioco d’azzardo.Un paio di mesi fa il Giornale scopre che gli asiatici hanno intenzione di aprire 60 nuovi casinò (attualmente sono una trentina in città) dedicati a slot machine e videopoker. Un’autentica invasione, che ha allarmato i consigli di zona e il vicesindaco Riccardo De Corato. Possibile che i milanesi siano così plagiati da queste macchinette infernali, ci si chiedeva. Non è possibile, è sicuro.Oggi lo certifica Agicos, l’agenzia d’informazione specializzata in giochi e scommesse: Milano è la provincia in Italia dove si spende di più nelle cosiddette new slot. Circa 1,7 miliardi di euro nel 2007, contro gli 1,2 miliardi di Roma. Una differenza sostanziale, nonostante un bacino di utenza inferiore a quello capitolino.Logico che i cinesi abbiano deciso di buttarsi a capofitto nel mercato delle macchinette. Anche perché negli altri giochi Milano non è in testa alle classifiche e investe molto meno. Nel lotto il capoluogo lombardo è solo terzo, dietro a Roma e Napoli, con un volume di puntate di 433 milioni di euro nello scorso anno. Mentre nel Superenalotto i milanesi hanno giocato 182 milioni di euro (48 euro a testa per abitante), dieci in meno dei romani. La capitale primeggia per indotto anche nel Gratta&Vinci (630 milioni contro i 430 di Milano e Napoli).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286176



Una rapina, o un tentato sequestro finito in tragedia. La polizia venezuelana segue diverse piste nelle indagini sull’omicidio di Guglielmo Marangoni, l’ingegnere 70enne di Vetralla ucciso e gettato in una cisterna mercoledì nella sua villa di Punto Fijo, dove da tempo si era trasferito. Ieri una delle figlie del professionista ha raggiunto la madre nella località turistica a ovest di Caracas dove è avvenuto il delitto. La donna, probabilmente, incaricherà un avvocato del posto di seguire le indagini per conto della famiglia. Marangoni era ancora legatissimo a Vetralla: appena due mesi fa era tornato nel suo paese natale per stare vicino al fratello, vittima di un grave incidente stradale, fermandosi per una decina di giorni. E almeno due volte l’anno passava un po’ di giorni nel centro del Viterbese tornandoci con la moglie, incontrando i vecchi amici e tenendo stretti contatti con le figlie, rimaste in Italia, una a Roma e l’altra ad Assisi.Come si diceva, la polizia venezuelana sta cercando di chiarire il contesto in cui è maturato l’omicidio. L’addetto del consolato italiano a Punto Fijo, Mario Migliorini, ha infatti spiegato che sia per l’ipotesi della rapina che per quella del sequestro mancano le prove: nella villa dell’ingegnere, infatti, non è stato rubato nulla e nessun elemento sembra confermare un tentato rapimento. Di certo c’è solo il racconto della moglie, che ha detto di aver visto tre uomini avvicinare il marito dicendo di essere giardinieri, di aver visto i quattro uscire dal giardino e di non aver mai più visto il marito fino al ritrovamento.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277480



da PortorotondoDebutto in Costa Smeralda, a Portorotondo, per l’ammiraglia della flotta Itama, il nuovo 75 piedi (25 metri) che va ad arricchire il panorama degli open yacht. «SeventyFive» è un concentrato di comfort, tecnologia e abitabilità davvero sorprendenti. «La nuova sfida – dice Fabio Fraternale, ad di Pershing (il marchio del gruppo Ferretti che gestisce Itama fin dalla sua acquisizione nel 2004) – è quella di tornare alla barca davvero open. Per quattro anni abbiamo lavorato soprattutto sulla tecnologia nel pieno rispetto della filosofia del cantiere». «Il mercato – aggiunge il presidente, Tilli Antonelli – ci ha chiesto un’ammiraglia tutta particolare. Eccola. Un lungo studio e un lungo lavoro per progettare l’avant top e il parabrezza (lungo quasi 26 metri) in fibra di carbonio e cristallo stampato, il più grande in assoluto in Europa. E per la prima volta un Itama si presenta con la guida centrale».Non parlano di numeri i vertici Pershing-Itama. Il gruppo Ferretti, infatti, sta per tornare in Borsa dopo il delisting del 2002. Sembra tuttavia che al cantiere di Mondolfo siano già arrivati ordini per tutta la produzione da qui alla fine del 2009.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273602



Nonostante l’arrivo delle nuvole continua il caldo in Liguria. Il passaggio di una veloce onda depressionaria sull’arco alpino ha determinato da ieri l’aumento dell’instabilità con sporadici temporali che potranno abbattersi anche oggi. Il moto ondoso del mare sarà in aumento fino a sabato. Lo prevede il centro meteoidrologico di protezione civile della Regione Liguria. Un ulteriore aumento dell’instabilità è previsto per domenica per l’arrivo di un’altra perturbazione atlantica con locali rovesci e temporali.Per il resto l’anticilone delle Azzorre, che in estate rende stabile il clima nelle nostre regioni, quest’anno ha ritardato a posizionarsi sul Mediterraneo.Così si spiega il clima dei primi venti giorni di giugno durante i quali la temperatura è stata piuttosto bassa (la minima è scesa a 16 gradi il giorno 17), accompagnata da molte piogge e temporali certamente non tipici del mese: dal 22 invece, fino al 30, è subentrata una corrente calda africana che ha occupato un po’ tutta la penisola e che si è fatta anche sentire da noi con temperature decisamente ben sopra la norma. Ecco le massime di questi giorni: il giorno 22, 30 gradi; il 23, 28 gradi; il 24, 29 gradi; il 25, 30 gradi; il 26 e 27, 29 gradi; il 28, 32 gradi; il 29, 31 gradi e il giorno 30, 30 gradi. La temperatura media del mese è stata di 24,7 e se facciamo una statistica di giugno, iniziando dal nuovo secolo, abbiamo questi risultati: nell’anno 2000 23,1 gradi, nel 2001 21,5 gradi, nel 2002 23,6 gradi, nel 2003 26,2 gradi, nel 2004 23,2 gradi, nel 2005 24,1 gradi, nel 2006 23,1 gradi, nel 2007 22,6 gradi e nel 2008 24,7 gradi.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273732



Amnesty International ha lanciato giovedì un nuovo appello al governo degli Stati Uniti per la chiusura del carcere di Guantanamo. Non si è trattato però del solito comunicato scritto. L´associazione internazionale di difesa dei diritti umani ha inscenato una protesta alquanto originale. Nel cuore di Washington, a poca distanza dalla Casa Bianca, ha esposto una copia di una delle celle del carcere statunitense, alte tre metri e larghe due, per chiedere la chiusura del controverso carcere per terroristi. «È un modo per far vedere agli americani l´ingiustizia in taglia reale» ha dichiarato Gwen Fitzgerald, portavoce di Amnesty International. «I visitatori della cella potranno sentire sulla propria pelle la sensazione di stare 22 ore al giorno rinchiusi dentro una botte d´avorio», ha spiegato Larry Cox della sezione americana dell´associazione. «Speriamo che con questo tipo di azioni la gente si renda veramente conto di quello che è stato il governo Bush e con quale efferatezza ha trattato i prigionieri di Guantanamo – conclude Cox – il carcere deve chiudere». L’iniziativa è stata lanciata alla vigilia della giornata internazionale per il sostegno alle vittime della tortura. I visitatori possono registrare, quando sono all’interno, un messaggio per il presidente americano George W. Bush che Amnesty International porrà successivamente sul suo sito. La mostra è itinerante: dopo una settimana a Washington sarà spostata in altre città americane.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76615



La discarica in quelle cave di tufo nel cuore dell’ultimo polmone verde di Napoli si farà. Con tutte le prudenze, gli studi, i tavoli tecnici del caso, ma a Chiaiano nascerà un enorme sversatoio: 80 metri di cavità tufacee da riempire di 700mila tonnellate di monnezza, con buona pace dei comitati e dei sindaci che si oppongono, delle case costruite proprio a ridosso, degli ospedali e delle «cerase», le ciliege rosse e buone che i contadini di queste parti coltivano. Si farà la discarica perché ormai al punto in cui è arrivata l’emergenza rifiuti a Napoli non ci sono altre vie d’uscita. Quindici anni di sprechi, ruberie, supercommissari fallimentari, politici incompetenti, funzionari dello Stato inconcludenti e qualche volta anche corrotti, hanno portato ad una situazione in cui anche le cose improponibili perché irrazionali diventano indispensabili. Chi avrebbe mai pensato di costruire una discarica a poche centinaia di metri da un’area ospedaliera tra le più frequentate dell’intero Sud? Nessuno. E a chi mai sarebbe venuto in mente di piazzare un inceneritore ad Agnano, zona di Napoli densamente popolata? La risposta è la stessa. Eppure si farà. Perché ormai Napoli e la Campania sono come un corpo avvelenato e devastato da metastasi sul quale si sono avventati medici incompetenti e mariuoli che non solo non hanno guarito l’ammalato, ma ne hanno addirittura aggravato le condizioni.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76549



eccetera