Carotel’s Weblog











I carabinieri di Sassari hanno scoperto un insolito spaccio di cocaina.

I clienti di due pusher erano infatti dipendenti del Comune che pagavano gli stupefacenti con il carburante sottratto dai mezzi di servizio.

Gli operai pagavano la cocaina con la benzina dei mezzi di servizio, 50 litri di carburante prelevato dalle motocarrozzelle con cui avrebbero dovuto raccogliere l’immondizia dal centro storico cittadino, in cambio di venti grammi di coca.

Dopo aver avuto notizia di un traffico di droga all’interno di un rimessaggio nella zona di La Landrigga, alla periferia di Sassari, martedì mattina i carabinieri sono intervenuti subito dopo l’arrivo dei due dipendenti della Gesenu che, insieme a Vandi, hanno aspirato e poi riempito due bidoni da venti litri e Sergio Molinari, hanno fatto scattare il blitz hanno trovato tre strisce di cocaina pronte per essere aspirata sul tavolo del container del rimessaggio utilizzato come ufficio.

Fonte:
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/217807



{maggio 8, 2010}   Antony & The Johnsons

Nuovo album in arrivo per .Il disco si intitola “Swanlights” e arriverà nei negozi a inizio ottobre.

Questo lavoro propone una perfetta ‘accoppiata’ di musica e parole, infatti insieme al disco ci sarà anche un libro con dipinti, fotografie e scritti realizzati dall’arrista inglese.La release è il seguito dell’acclamatissimo “The Crying Light”, pubblicato a inizio 2009.Non vediamo l’ora di ascoltare le nuove canzoni!

Guarda la preview di “Faccia Come Il Cuore!

Antony & The Johnsons alle prese con una cover di ‘Crazy In Love’

Fonte:
http://www.mtv.it/news/news-detail.asp?IDNEWS=28572



«Affrontiamo insieme i guai finanziari del Comune». Il capogruppo del Pd Piefrancesco Majorino propone alla maggioranza a Palazzo Marino «tre cose da fare subito». È evidente, sostiene, che «i prossimi saranno mesi e anni duri per la città», colpa «in parte dei mancati trasferimenti dallo Stato ma anche a una gestione caotica di provvedimenti come Ecopass». Dunque: «Manifestiamo insieme sotto il palazzo della prefettura per chiedere al governo i fondi che ci deve». Secondo: «Un vigoroso taglio delle spese ai dirigenti assunti senza concorso». Terzo: «Visto che è necessaria la massima trasparenza e la collaborazione in vista del bilancio in aula, sarebbe un passo importante dare all’opposizione la presidenza della commissione Bilancio».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298448



«Non chiamatemi eroe, sono già stufo di avere tutta questa gente intorno». Giuseppe Viganò, il super nonno che l’altro giorno ha salvato i due fratellini dall’incendio in via Costantino Baroni, è la star del Gratosoglio. Non solo, tutta Milano lo cerca. Lui, 79 anni suonati, non si sottrae a due chiacchiere ma minimizza. «Mi ha pure invitato la tv, ma mica ci vado». Sua moglie Elide lo affianca come una vera first lady: risponde al telefono, gentilissima, gestisce le chiamate, annota tutti i nomi dei giornalisti che cercano il marito. A lui, frastornato da tanto successo, fa effetto ripensare all’avventura di lunedì, al fuoco, alle grida di quei due bambini. Da vero eroe, Giuseppe non ha esitato davanti al pericolo. Alla faccia dell’artrosi e degli acciacchi: è balzato da un balcone all’altro e ha forzato la tapparella dell’appartamento in fiamme. Quei bimbi lo chiamavano «nonno», a squarciagola, con la voce spezzata dalla paura, e lui non poteva lasciarli lì.Giuseppe, lei però non si sente un eroe. O sbaglio?«No, non sono un eroe. Quante balle. È stata una bella storia, ho fatto quello che dovevo fare ma, basta, sto ricevendo fin troppa attenzione».Qual è stato il complimento più bello?«Quello dei miei nipotini. Mi hanno detto che sono stato bravissimo e non la smettevano più di festeggiarmi. Vedevo che erano fieri di me e mi hanno fatto sentire importante».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286186



Caro Granzotto, come cittadino e come cattolico sono indignato per quanto scritto da Famiglia Cristiana contro il governo Berlusconi accusato di fascismo. Dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio è uno dei fondamentali principi evangelici e mi stupisco che don Sciortino non ne abbia tenuto conto. In ogni caso da un sacerdote che si presenta sempre in giacca e cravatta e che probabilmente la tonaca non sa nemmeno da che parte si infila, non ci si poteva aspettare di meglio. Resta da chiarire se l’accusa di fascismo rivolto a Berlusconi non sia dovuta all’esaurimento dei classici argomenti dell’antiberlusconismo, come il conflitto di interessi o la collusione mafiosa.Marcello Costa e-mailNon crederà mica, caro Costa, che il cervello di don Sciortino sia in grado di elaborare – nel bene o nel male – idee originali. La sua è rifrittura, nell’olio stantio, rancido, di uno fra i più asfissianti tormentoni degli ultimi cinquant’anni: l’antifascismo. Il fatto che ormai non faccia presa nemmeno nell’animo del più scatenato dei leonkavallini (fra i quali risulta più «trendy» l’antiamericanismo) poco conta. C’è sempre qualcuno che, a corto di argomenti, raccatta, agitandolo, quel ferro vecchio. Stavolta il qualcuno è stato don Sciortino, ma è bene ricordare che qualche anno fa sul tappeto elastico dell’antifascismo in salsa antiberlusconiana zampettarono tromboni del calibro di Norberto Bobbio, Rita Levi Montalcini, Margherita Hack, Paolo Flores d’Arcais (trombone magno), Antonio Tabucchi (trombone d’onore) e Andrea Camilleri.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286087



Qui si celebra l’impresa di quattro super nuotatrici genovesi, tutte over 60, tutte nonne (tranne una), legate da un’amicizia granitica e dalla voglia di mettersi ancora in gioco, nonostante l’età – non più verdissima – e la lunga assenza dalle piscine. Questa è la storia di quattro distinte signore che nel 1963 hanno conquistato il titolo italiano nella staffetta stile libero, e che domenica scorsa si sono ripetute nella stessa disciplina, stravincendo oggi, come allora. Le uniche due differenze rispetto a quarantacinque anni fa sono la distanza (non più 100, ma 50 metri) e la categoria nella quale le quattro campionesse si sono cimentate: «Master 60», ovvero tutti gli atleti tra i sessanta e i sessantacinque anni. Le motivazioni, lo spirito di sacrificio, e la tecnica però sono le stesse esibite quasi mezzo secolo fa. Rosa Maria Busellato, (…)SEGUE A PAGINA 49

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273966



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