Carotel’s Weblog











Giandomenico Sacco, docente universitario, primario di neurologia a Lavagna e al Galliera, già consigliere e segretario dell’Ordine dei medici. Il professionista che ha avuto in cura negli ultimi mesi Anita Giordano ha un’esperienza cinquantennale di pazienti ridotti a quello che in termini sbrigativi vengono definiti «vegetali». Un esperto che teme non poco la deriva che si vorrebbe prendere in tema di testamento biologico ed eutanasia, usando il grimaldello dell’accanimento terapeutico.Di pazienti dati per morti ne ha visti centinaia?«Sì, ma bisognerebbe distinguere tra tante diverse tipologie di casi. Spesso si fa confusione ed è comunque molto difficile prevedere o stabilire per legge ogni singolo caso».Impossibile fare qualcosa dunque?«Il problema è individuare un altro motivo discriminante. È la definizione di persona che deve essere chiara. Ritengo ci si trovi di fronte a una persona ogni volta questa abbia un’integrità anche parziale, anche minima della corteccia cerebrale emisferica».È una premessa per parlare del testamento biologico?«Andiamo al punto? In caso di volontà espressa dal paziente spero che comunque la legge lasci spazio al tradizionale esperto buon senso e alla dolce umanità dei medici curanti. A loro si spera spetti sempre l’ultima parola sulla sospensione delle cure a una “non persona”. E non all’omicidio di una “nuova persona non consapevole”».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330823



Quali sono i fattori che maggiormente incidono nel processo di invecchiamento? Per dare una risposta a questa domanda si sono moltiplicate nel mondo le ricerche a partire dagli anni Ottanta. L’Italia è all’avanguardia in queste indagini. Tra i Centri di eccellenza apprezzati anche all’estero vi è l’università di Bologna, dove Claudio Franceschi, professore del dipartimento di patologia sperimentale coordina da venti anni alcuni degli studi più innovativi, come quelli effettuati su un gruppo di persone con più di cento anni che hanno suscitato grande interesse. Le più qualificate riviste scientifiche internazionali da anni seguono i risultati di queste ricerche. Lo stesso quotidiano Le Monde e il New York Times hanno più volte parlato di questi studi che abbattono antichi pregiudizi. Nel processo di invecchiamento influisce l’ambiente, ma ancor più i geni che condizionano la nostra vita in modo determinante. Uno dei contributi più importanti dato dal gruppo del professor Franceschi è l’aver individuato i fattori di invecchiamento del sistema immunitario (immunosenescenza) e di aver dimostrato che esso condiziona la predisposizione alle maggiori patologie dell’anziano. E’ stato inoltre dimostrato che gli eventi legati alla vita intrauterina ed al primo anno di età influenzano la durata della vita. Ma perché pur vivendo nello stesso ambiente, alcune persone diventano centenarie, altre no? Franceschi, con i suoi ricercatori, ha dimostrato che i centenari hanno un sistema immunitario preservato: la mancanza di autoanticorpi organo-specifici, l’attività delle cellule Natural Killer, la capacità proliferativa dei linfociti e quella di controbilanciare le risposte infiammatorie con efficaci risposte anti-infiammatorie.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330516



Londra Tre mesi per raddrizzare la stagione del Chelsea, quindi il ritorno alla nazionale russa. Guus Hiddink si presenta alle 8 del mattino e non ha dubbi, a giugno tornerà a guidare la Russia, a prescindere dall’esito del suo interregno a Stamford Bridge. «Ho accettato questo incarico per i rapporti che mi legano a (Roman) Abramovich. Mi hanno chiesto di dare una mano e sono qui».Dopo il preludio settimana scorsa dalle tribune del Vicarage stadium, dove i Blues si sono qualificati per i quarti di Fa Cup a scapito del Watford, oggi pomeriggio il tecnico olandese è atteso all’esordio in Premier League. Battesimo di fuoco, al Villa Park contro l’Aston Villa. Quattro giorni più tardi la Juventus in Champions League. «Realisticamente la Premiership è un traguardo molto difficile perché il Manchester United sta viaggiando troppo spedito. Comunque siamo in corsa in altre due competizioni, non ci mancano gli stimoli». Hiddink fa i complimenti ai prossimi avversari bianconeri («sono tornati in alto dopo un periodo di difficoltà»), e smentisce che lo spogliatoio del Chelsea sia spaccato in clan. «In questi giorni ho cercato di concentrarmi sui rapporti interni alla squadra e devo dire che non ho trovato un gruppo diviso. Anzi, ho constatato rispetto ma anche armonia tra i giocatori. Il mio arrivo deve essere inteso come un nuovo inizio per tutti, sia per me che per i giocatori».Osservato speciale Didier Drogba che anche ieri non ha risparmiato critiche velenose all’ex Luiz Felipe Scolari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=330508



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