(…) Non solo, in piazza ci può andare chiunque con un’unica accortezza: «Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica». Il preavviso c’è stato. Anzi, ce ne sono stati due. Il primo oltre un anno fa, il 19 luglio 2007, il secondo appena una settimana fa, il 13 luglio 2008. Il Coisp, il sindacato dei poliziotti, aveva rispettato quella regola. Ma si è sentito dire che piazza Alimonda non si può usare se non per le manifestazioni di chi «ha perso un figlio». A dire il vero, più che sentirselo dire, se lo è visto scrivere. Sul Giornale.«Purtroppo è così – conferma Franco Maccari, segretario generale nazionale del sindacato – Nessuno ci ha mai comunicato nulla. Ad oggi il questore Salvatore Presenti non ci ha ancora formulato il provvedimento formale di diniego, appreso solo da sue dichiarazione alla stampa». Il questore, sul Giornale ha parlato di motivi di ordine pubblico, un po’ quello che dice anche la Costituzione. È nelle sue prerogative. «Sì, però, la Costituzione parla di comprovati motivi – ribatte Matteo Bianchi, segretario provinciale del Coisp – Qui non c’è alcuna motivazione. Il divieto non ci è stato comunicato, né tantomeno motivato. E poi, se si può condividere il rischio che due manifestazioni contrapposte nello stesso luogo portino problemi di ordine pubblico, non si capisce con quale criterio sia stata vietata la nostra e non quella dei no global».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277506