La discarica in quelle cave di tufo nel cuore dell’ultimo polmone verde di Napoli si farà. Con tutte le prudenze, gli studi, i tavoli tecnici del caso, ma a Chiaiano nascerà un enorme sversatoio: 80 metri di cavità tufacee da riempire di 700mila tonnellate di monnezza, con buona pace dei comitati e dei sindaci che si oppongono, delle case costruite proprio a ridosso, degli ospedali e delle «cerase», le ciliege rosse e buone che i contadini di queste parti coltivano. Si farà la discarica perché ormai al punto in cui è arrivata l’emergenza rifiuti a Napoli non ci sono altre vie d’uscita. Quindici anni di sprechi, ruberie, supercommissari fallimentari, politici incompetenti, funzionari dello Stato inconcludenti e qualche volta anche corrotti, hanno portato ad una situazione in cui anche le cose improponibili perché irrazionali diventano indispensabili. Chi avrebbe mai pensato di costruire una discarica a poche centinaia di metri da un’area ospedaliera tra le più frequentate dell’intero Sud? Nessuno. E a chi mai sarebbe venuto in mente di piazzare un inceneritore ad Agnano, zona di Napoli densamente popolata? La risposta è la stessa. Eppure si farà. Perché ormai Napoli e la Campania sono come un corpo avvelenato e devastato da metastasi sul quale si sono avventati medici incompetenti e mariuoli che non solo non hanno guarito l’ammalato, ma ne hanno addirittura aggravato le condizioni.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76549